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Editoriale

Dallo Stato costituzionale allo “Stato di paura” per “necessità” e “urgenza”?

di Salvatore Bonfiglio

La concezione identitaria della democrazia costituisce una minaccia per la democrazia liberale fondata sul pluralismo e il dissenso, in quanto essa fa riferimento ad una omogeneità unanimistica del popolo che tende all’eliminazione o all’annientamento dell’eterogeneo.

Tale visione affievolisce la mediazione dei corpi intermedi, favorendo l’identificazione tra il capo politico e il “suo” popolo anche attraverso l’uso distorto di nuove forme di comunicazione/propaganda.

Questa concezione della democrazia illiberale, che gioca sulle paure e su un alto livello  di insicurezza percepita dai cittadini, contrappone la comunità nazionale ad un nemico “esterno”.   

Saggi

di Fulvia Ugolini

La recente adozione di circolari, sia in materia di immigrazione che di contrasto a fenomeni sociali, porta alla luce un sistema di governo attraverso l’utilizzo di fonti non di rango primario che cerca la sua giustificazione e legittimità formale nel richiamo all’urgenza e alla necessità di sicurezza. Vediamo riemergere, quindi, uno strumento che trovava la sua essenza nella necessità di coordinamento e armonizzazione dell’operato tra gli uffici, caratterizzato da un’assenza, o quasi, di pubblicità.

Abstract

Università degli Studi

Segnalazioni

Domenico Amirante, La democrazia dei superlativi. Il sistema costituzionale dell’India contemporanea, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2019

La democrazia indiana è la “democrazia dei superlativi”: la “democrazia più grande del mondo”, in cui vi sono più di 800 milioni di elettori; la Costituzione democratica “più lunga del mondo” con più di 400 articoli fra testo e allegati; il sistema politico “più complicato del mondo” (classi sociali, caste di origine tradizionale, gruppi religiosi, comunità tribali, ecc.); lo Stato federale “più multiculturale del mondo”; il sistema giurisdizionale “più grande del mondo”.

Dip. di Scienze Politiche

NOVITÀ

Banner Premio (senza data)

La Commissione incaricata di valutare gli articoli pervenuti per questa prima edizione del Premio Europeo  ha reso noto il suo giudizio.

Osservatorio europeo e internazionale

Venezuela y el Éxodo Científico y Profesional: Un análisis a los Programas Internacionales de Apoyo a Científicos, Académicos y Profesionales V...

di Ruth Castillo

El exilio de académicos y científicos venezolanos, representa un desastre para una colectividad emergente y joven dentro del país. La desatención a la comunidad académica venezolana en el exilio, puede llevar a una desconexión, pérdida y aislamiento de la Ciencia venezolana ─ formada antes y durante los primeros años del periodo totalitario─ dentro del contexto nacional e internacional.

di Diego Battistessa

La crescente complessità politica e socio-economica nella quale versa la Repubblica Bolivariana del Venezuela ha portato al deterioramento dei servizi e delle condizioni di vita della popolazione che vive all’interno del paese.

Osservatorio sociale

di Eleonora Cintioli

Come emerge da un recente studio dell'istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo-IRIAD (2018) che cita fonti delle Nazioni Unite, gli uomini, in particolare giovani, sono i principali perpetratori (oltre che vittime) della violenza che ricorre alle armi da fuoco di piccolo calibro (UNDP).

Abstract

Verso una memoria autocritica: ripensare i racconti e i ricordi degli “anni di piombo”

di Santina Musolino

Il paper – collocandosi nel quadro teorico della sociologia della memoria e dei cultural studies – analizza le rappresentazioni culturali della violenza politica che ha caratterizzato gli anni Settanta e i primi anni Ottanta in Italia e, soprattutto, il ruolo di tali rappresentazioni rispetto ai tentativi di costruire una memoria pubblica – e condivisa – di quegli eventi.

Abstract