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Editoriale n. 1/2021

L’assalto a Capitol Hill e la tenuta dello Stato di diritto nelle democrazie contemporanee

di Salvatore Bonfiglio

Dopo l’indisponibilità del vicepresidente Mike Pence a esercitare i suoi poteri e doveri – secondo quanto previsto dal XXV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, per destituire rapidamente il Presidente in carica – la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d’America il 13 gennaio 2020 ha votato, per la seconda volta, la richiesta di impeachment per Donald Trump. In tale circostanza anche dieci esponenti del partito repubblicano hanno votato a favore di questo esito.

La Camera ha dunque deliberato la messa in stato di accusa per incitamento all’insurrezione negli ultimi giorni della presidenza Trump, pur sapendo che il Senato – in funzione giudiziale e presieduto dal capo della Corte Suprema – non farà in tempo a concludere la procedura entro il 20 gennaio 2020. Che senso ha portare a termine l’impeachment di un ex Presidente? Valutiamone brevemente le conseguenze giuridiche e politiche.

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Saggi n. 1/2021

I prerogative powers al vaglio della Corte suprema nel caso Elgizouli: le prospettive evolutive del common law e le nuove frontiere del judicial rev...

di Pamela Martino

La sentenza relativa al caso Elgizouli v Secretary of State for the Home Department [2020] UKSC 10 è la prima occasione in cui la Corte suprema si è pronunciata in ordine all’applicazione della terza parte del Data Protection Act 2018 dedicata al law enforcement processing. L’occasione è ghiotta per riprendere le fila dei limiti previsti dal common law all’esercizio dei poteri di prerogativa passando per la garanzia del diritto alla vita.

Abstract

Università degli Studi

Recensioni - n.1/2021

Ida Angela Nicotra, Pandemia costituzionale, Editoriale Scientifica, Napoli, 2021

di Gabriele Maestri

A oltre un anno dalla dichiarazione, da parte del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, della pandemia Covid-19, può dirsi ampiamente maturata l’occasione per un bilancio complessivo (anche se parziale e da aggiornare) della risposta normativa con cui in Italia e in altri ordinamenti si è cercato di affrontare tanto la malattia in sé (per contenerne il più possibile la diffusione e gli effetti), quanto le sue conseguenze in ambito extrasanitario. 

Segnalazioni

Fortunato Musella, L'emergenza democratica. Presidenti, decreti, crisi pandemica, Editoriale Scientifica, Napoli, 2020

Anche la riflessione politologica può aiutare a leggere gli effetti della pandemia Covid-19 sulle democrazie e sulle loro forme di governo, con le evidenti conseguenze di ciò sui diritti e sulla sicurezza. L'ultimo grave evento, in particolare, si innesta su un fenomeno già esistente, vale a dire la tendenza delle democrazie contemporanee a fare "dell’emergenza uno stato permanente, che ha aperto la strada negli ultimi decenni all’espansione del potere governante".

Osservatori n. 1/2021

di Jessica De Vivo

È in vigore dal 22 ottobre 2020 un nuovo “decreto immigrazione” approvato dal Governo Conte II: si tratta del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, convertito in legge il 18 dicembre 2020 (legge n. 173/2020). Tale intervento normativo si discosta rispetto all’impianto dei precedenti decreti sicurezza, ossia il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (decreto sicurezza I) e il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (decreto sicurezza II), adottati dal Governo Conte I, con l’allora Ministro dell’Interno Salvini, rispetto ai quali il decreto legge n. 130/2020 interviene con significative modifiche e rimodulazioni alla luce dei principi costituzionali e internazionali vigenti in materia, oltre che, come si vedrà, delle osservazioni proposte dal Presidente della Repubblica proprio in occasione dell’emanazione dei decreti sicurezza I e II.

Abstract

di Gabriele Trombetta

Il Governo, ai sensi dell’art. 127, comma 1, Cost. ha adito in via principale la Corte costituzionale, ai fini della declaratoria di incostituzionalità della legge della Regione Veneto 8 agosto 2019, n. 34 («Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione sociale del controllo di vicinato nell’ambito di un sistema di cooperazione interistituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità»).

Abstract

di Susanna Azzaro

A distanza di molti anni si può certamente affermare che la caduta dell’URSS ha determinato cambiamenti di proporzioni inimmaginabili a livello politico, economico, sociale ma anche – e su questo punto vale la pena soffermarsi ai fini di questa ricerca – dal punto di vista giuridico. Ciò è vero non solo per quei paesi investiti in prima persona da questa massiccia onda d’urto, e che dall’oggi al domani sono stati catapultati in un’economia di mercato e in un sistema democratico, ma anche per il resto del continente europeo, che si è via via aperto sempre di più verso i cittadini provenienti da Est.

Abstract

Osservatorio sociale n. 1/2021

di Giovanni Damele

“Penal populism” has become a common expression and a key cat-egory among scholars of both political populism and crime and pun-ishment (Shammas 2019, 760). As Victor L. Shammas observes, the term is used “to refer to the ways in which politicians, political parties, and other governing elites present themselves as leading exponents of a politics of ‘law and order’” (Shammas 2019, 760). 

Abstract

Dip. di Scienze Politiche