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Editoriale

Living together. Considerazioni oltre la querelle del burkini

di Maria Luisa Maniscalco

L’estate appena trascorsa è stata movimentata per alcune settimane da un acceso dibattito sul burkini, il capo di abbigliamento ideato nel 2004 dalla stilista australiana Ahiida Zanetti, che vuole essere il costume “islamicamente corretto” per le donne musulmane che intendono fare il bagno in mare e in piscina.

Saggi

Diritti fondamentali e governance economica europea

di Marco D'Agostini

L’evoluzione, da un lato, dei Trattati e, dall’altro, della giurisprudenza della Corte di giustizia, ha progressivamente sviluppato la centralità dei diritti fondamentali nella vita dell’Unione europea. I Trattati hanno progressivamente riconosciuto tra i principi da perseguire o i diritti da tutelare la solidarietà, la coesione economica e sociale, la cittadinanza, i diritti umani; da ultimo, il Trattato di Lisbona ha equiparato il valore della Carta dei diritti fondamentali a quello dei Trattati.

Abstract

Università degli Studi

Dip. di Scienze Politiche

Recensioni

Mads Andenas, Duncan Fairgrieve (eds.), Courts and Comparative Law, Oxford University Press, Oxford, 2015

di Pamela Martino

L’oramai noto processo contemporaneo di judicial globalization ha rievocato una tipologia di approccio al diritto abbandonato con la nascita dello Stato nazione la cui tradizione, seppur scendendo a compromessi con la naturale propensione del legislatore a trarre ispirazione dal diritto comparato per lo sviluppo di riflessioni sulla riforma dell’ordinamento interno, si è mostrata ostile all’adozione del metodo comparatistico da parte dei giudici nel quadro della loro attività ermeneutica. Nel mondo globale, di contro, il diritto comparato assiste, in modo sempre più strutturato, le Corti nazionali, internazionali e sovranazionali nella dinamica interpretativa della normativa interna come di quella internazionale e comunitaria. 

Fabrizio Battistelli, La sicurezza  e la sua ombra. Terrorismo, panico  e costruzione della minaccia, Donzelli, Roma, 2016

di Francesco Antonelli

In un famoso libro del 1972, An Essay on Pan, James Hillman interpreta la storia culturale dell’Occidente come un continuo desiderio di ritorno alle radici greche e in particolare all’aspetto politeistico di quella cultura. Spingendo alle estreme conseguenze le posizioni di Jung, Hillman sottolinea come questo desiderio si colleghi al pensiero mitico più che a quello razionale, facendo emergere un bisogno di “conciliazione degli opposti” che hanno nella figura del dio Pan la loro più alta espressione. 

Osservatori

La revoca dello status civitatis in Costituzione: una riforma fallita

di Giuliaserena Stegher

Gli attentati terroristici di matrice jihadista che hanno colpito il cuore della Francia hanno riproposto in maniera preponderante la questione relativa alla modifica della disciplina costituzionale recante l’État d’urgence e la possibilità di introdurre la déchéance de la nationalitè – ossia la perdita dello status civitatis – per coloro che commettono reati riconducibili ad azioni terroristiche.

In ragione del mancato raggiungimento del necessario consenso e dopo quattro mesi di dibattito, il presidente della Repubblica Francois Hollande ha posto fine al travagliato iter parlamentare, rinunciando a convocare entrambe le Camere in Congresso, secondo quanto previsto dall’articolo 89 della Costituzione.

Abstract

Carcere e salute. Voci fioche di persone detenute

di Maurizio Esposito

In questo articolo presento alcuni risultati che emergono da una ricerca empirica, costruita attraverso le voci narranti delle persone detenute, sul vissuto socio-relazionale della malattia cronica nelle carceri italiane. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, troverà tali risultati per esteso all’interno della mia monografia Il doppio fardello. Narrazioni di solitudine e malattia di persone detenute, pubblicata da pochi mesi per i tipi della Cedam di Padova, nella collana referata «Sfide sociologiche e ricerca sociale». Il titolo scelto per il libro fa riferimento al concetto che intende la compresenza nell’individuum di una limitazione sia della libertà personale che della salute, in assoluto diritti fondamentali irrinunciabili, tale da produrre una sorta di dividuum, ovvero di individuo scisso e dimidiato, appunto, tra esigenze di trattamento e bisogni di salute.

Abstract

Segnalazioni

Salvatore Bonfiglio, Costituzionalismo meticcio. Oltre il colonialismo dei diritti umani, Giappichelli, Torino, 2016

Nella complessa realtà internazionale vi è il rischio di far sbiadire il concetto stesso di costituzione, che deve rimanere invece profondamente legato a quello di costituzionalismo per non smarrire il senso della sua unità e della sua chiara finalità pratica: il riconoscimento dei diritti fondamentali e la loro protezione.

A mettere in discussione gli assetti degli Stati democratici e la stessa scienza del diritto costituzionale non è soltanto il prevalere dell’economia sulla politica e il diritto, ma anche l’inarrestabile crescita dei flussi migratori. Ciò pone problemi vecchi e nuovi di coesione sociale che necessitano non di un abbandono dei princìpi costituzionali fondamentali – a cominciare da quelli di libertà, eguaglianza e solidarietà – ma semmai di una loro rilettura in chiave interculturale, per contrastare fenomeni di fanatismo ideologico e di estremismo religioso.

XXV Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2015

In un quarto di secolo il Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes ha raccolto studi puntuali sul tema migratorio, partendo dai dati ufficiali e affiancando, negli ultimi anni, la metodologia prettamente statistica a quella qualitativa, dando spazio alla voce dei territori diocesani e regionali e mettendo al centro le persone con i loro volti e le loro storie.

Proprio guardando a questi volti e ascoltando queste voci, “tra sofferenza e condivisione, sfruttamento e tutela”, è stato costruito il XXV Rapporto, evidenziando che oggi non possiamo dimenticare gli oltre 5 milioni di persone di cittadinanza non italiana che strutturalmente vivono in Italia, da più o meno anni, mentre si affronta il recente fenomeno dei richiedenti asilo e rifugiati, sicuramente cresciuto a livello numerico in questo momento e con maggiore urgenza di risoluzione in un quadro di mobilità europea e nazionale.