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LE INTERPRETAZIONI DELLA MAFIA E LE SCIENZE SOCIALI

LE INTERPRETAZIONI DELLA MAFIA  E LE SCIENZE SOCIALI

di Elisabetta Luca 

Definire la mafia non è un’impresa semplice, fatto sociale totale secondo la definizione che nel 1876 dava Leopoldo Franchetti, la ragione della difficoltà definitoria si può ben intuire dalle parole di Alessandra Dino (2009) che vi vede un’entità in continua trasformazione in grado di mimetizzarsi e scomparire. Sebbene questo fenomeno accompagni nelle diverse epoche e regimi, l’intera storia italiana; solo recentemente ha guadagnato un proprio specifico campo teorico nella mafiologia, all’interno della quale si inscrivono i moderni contributi degli scienziati sociali sul tema. La vasta letteratura che affronta il problema della mafia può essere ricondotta, in base al focus di riferimento, a tre macrogeneri di analisi: l’analisi sociale e culturale, l’analisi economica e l’analisi istituzionale. Lo scopo di questo saggio è fornire una rassegna critica dei principali studi collocabili all’interno di ciascun filone.

 

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Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.