Home / Editoriali

Editoriali

Barcelona

di Artemi Rallo Lombarte

El terrorismo yihadista ha vuelto a golpear a España. El pasado 17 de agosto la céntrica avenida de Las Ramblas en Barcelona y la localidad costero-turística de Cambrils fueron objeto de sendos atentados terrori-stas que acumularon quince muertos y más de un centenar de heridos.

Le elezioni presidenziali in Francia: paura, sicurezza e libertà

Nota della Direzione

L’attentato terroristico in Francia alla vigilia del primo turno delle elezioni presidenziali è la conferma di come venga fatto un uso “strategico” della paura, intesa come ressort, cioè “molla” o, meglio, come principio ad agire e a organizzare un vero e proprio “Stato di paura”. 
La onnipresenza del principio della paura, intesa, dunque, non soltanto come emozione e/o sentimento, ma anche come principio organizzativo, come strumento di lotta politica per far prevalere spinte autoritarie  pronte a giustificare la limitazione delle libertà. Eppure, proprio per evitare di cadere negli errori e negli orrori del passato, i principi e l’organizzazione del potere statuale devono essere sempre  strumentali al riconoscimento e alla tutela della dignità della persona e dei diritti umani inviolabili e inalienabili. 

European Social Charter and Austerity Measures: the Effective Respect of Human Rights

di  Carmen Salcedo Beltrán

A fundamental distinction that has come to the foreground with the onset of the economic crisis has been between the European Union (EU) rules and those of the Council of Europe. Indeed, the study of human social rights at the European level must include this dual perspective (Belorgey, 2007). That is because the European Social Charter Treaty (“the Charter” or “the ESC”), adopted within the Council of Europe, allows individuals to demand rights that are being violated by quite restrictive tax, labor, commercial and other legislative reforms and measures being imposed as a requirement by some European community institutions. 

Living together. Considerazioni oltre la querelle del burkini

di Maria Luisa Maniscalco

L’estate appena trascorsa è stata movimentata per alcune settimane da un acceso dibattito sul burkini, il capo di abbigliamento ideato nel 2004 dalla stilista australiana Ahiida Zanetti, che vuole essere il costume “islamicamente corretto” per le donne musulmane che intendono fare il bagno in mare e in piscina.

L’état d’urgence: la petite exception en dehors de la grande Constitution

di Otto Pfersmann

Juste après les attentats du 13 novembre 2015 qui ont ensanglanté la France et semé l’effroi et la perplexité en Europe, le gouvernement fran-çais a décrété l’état d’urgence, permettant ainsi à l’exécutif de prendre des mesures qui auraient normalement exigées l’intervention du juge et se trouvent, dans d’autres cas, en contradiction avec les principes constitutionnels de garanties des libertés. 

Immigrati e altre persone vulnerabili: crisi umanitaria e necessaria ottimizzazione degli strumenti che garantiscono i diritti sociali

di Luis Jimena Quesada

Dato che nel panorama di crisi economica e finanziaria siamo abituati ad attribuire un’importanza esagerata all'analisi economica del diritto, inizio citando un economista illustre: per Galbraith l’arte di ignorare i poveri è, prima di tutto, testimonianza di ignoranza.

L’islam in Europa: centralità di una minoranza

di Maria Luisa Maniscalco e Ouejdane Mejiri

1. Introduzione: una presenza recente dalle radici antiche

Il radicamento dei musulmani in Europa può essere annoverato tra i principali avvenimenti della seconda metà del secolo scorso e tra i più forieri di mutamenti; oggi non possiamo certo pensare ad una (necessaria) “rifondazione” del patto sociale sia a livello nazionale che dell’Unione Europea senza considerare la componente musulmana delle nostre società.

Inmigración y derechos humanos

di Luis López Guerra*  

En los últimos años el Tribunal de Estrasburgo ha debido ocuparse de un considerable número de demandas en que se planteaba la alegada vulneración de los derechos reconocidos en el Convenio Europeo de Derechos Humanos derivada de prácticas restrictivas de la inmigración, particularmente expulsiones de inmigrantes y rechazos en frontera. Tales demandas se refieren tanto a supuestos de lo que se ha llamado inmigración económica (es decir, la búsqueda de mejores condiciones de vida y aún de la misma supervivencia, en los países europeos) como a casos de petición de asilo frente a los peligros para la vida e integridad física resultantes de las condiciones de violencia en los países de origen.

La nozione di guerra costituzionalmente sostenibile e la vicenda dell’Isis

di Roberto Borrello

1. L’escalation dell’Isis nel Nord Africa e la concretizzazione di una seria minaccia all’integrità territoriale dell’Italia avevano portato all’attenzione dell’opinione pubblica la possibilità di un’azione militare diretta del nostro esercito in Libia, dove alligna il centro propulsore della possibile aggressione. Tale iniziale presa di posizione è stata poi ridimensionata nel contesto della formulazione di una ipotesi di un più moderato intervento di peacekeeping rivolto a una funzione di ricostituzione di una leadership unitaria nel governo della Libia (in grado di neutralizzare o respingere l’invasione dell’Isis), nell’ambito del quale l’Italia aspirerebbe, al più, a un ruolo di guida dei paesi coinvolti, sotto l’egida dell’ONU. Al di là della contingenza storica, in questo momento estremamente magmatica, l’evento ci induce, nel sintetico contesto del presente editoriale, a una riflessione sulla regolazione del fenomeno della guerra da parte della nostra Costituzione, raccordandoci a un dibattito originatosi intorno alla fine degli anni Novanta dello scorso secolo.In questo caso, la riflessione si collega alla peculiare situazione venutasi a determinare in un’area geografica molto vicina e, per questo, idonea a disvelare, come si diceva, scenari del tutto inediti.

Threatening privacy in the Digital Age: towards a global legal framework

di Artemi Rallo Lombarte

If there is one sector in which the need for a quick legal response is particularly important, it is new technologies. In this digital environment we are not dealing with a revolution, but with a constant, rapid evolution. While technology has clear and obvious advantages, its widespread use also presents challenges.

If a field were to be identified that would exemplify an area in which the law has difficulties in keeping up with reality, it would have to be the Internet. The concepts of sovereignty and territoriality, traditional limitations to the international application of laws, are being superseded every day by a reality in which interconnection and globalisation are no longer the exception but the norm against a background of vast telecommunications networks. In this respect, the profusion of international flows of data in the “information age” has highlighted the need for privacy legislation that is consistent at a global level.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.