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L’intelligence nel Terzo millennio. Riflessioni a margine della «Relazione sulla politica dell’informazione sulla sicurezza», 2014

L’intelligence nel Terzo millennio. Riflessioni a margine della «Relazione sulla politica dell’informazione sulla sicurezza», 2014

di Maria Luisa Maniscalco

Il 2014 è stato un anno che ha fatto registrare una situazione particolarmente preoccupante a livello politico ed economico. Non soltanto non è stata affatto superata la grande crisi finanziaria esplosa nel 2008, solo in parte riassorbita negli Stati Uniti e ancora particolarmente acuta in Europa, ma si sono moltiplicate e aggravate le tensioni interne in molti Stati, le attività terroristiche e le crisi diplomatiche e militari in aree di prossimità con il nostro Paese. E il primo trimestre del 2015 non sembra aver invertito il trend di instabilità e insicurezza globali.

Abstract

At the end of February 2015 the Italian Information System for Security presented to the Parliament and published its Information Security Policies Report 2014. This contribution reviews that document, takes into consideration the most important points of the Report (especially dealing with risks and threats for national security – not only of terroristic kind – and the activities of Italian intelligence services) and analyses them in the context of the recent and deep changes of International Order and the evolution of Italian information services in the last decade.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.