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Scuola e Islam: l’Islam a scuola

Scuola e Islam: l’Islam a scuola

di Antonio Cuciniello

Le competenze interculturali (e interreligiose), in uno scenario caratterizzato da migrazioni internazionali in cui le varie culture spesso indicano diverse provenienze e appartenenze, si pongono ormai come indispensabili in ambienti sempre più evidentemente contraddistinti da pluralismo linguistico e culturale. In particolare, nei contesti educativi, attraverso il contatto quotidiano con bambini e ragazzi con background migratorio, insegnanti e operatori hanno la possibilità di sviluppare specifiche competenze utili nell’interpretazione delle culture, riconoscere e contrastare approcci folkloristici e stereotipati e infine trovare punti di contatto che rendono possibile una pacifica convivenza in ambienti educativi inclusivi.

Abstract

This paper enlights the more and more multicultural (and multireligious) nature of the Italian school and focuses on the condition of Islam in that context. School books often are not precise and exhaustive dealing with Islam, so that young Islamic migrants have to face several cultural obstacles, because of the Western perception of Islam. This hard situation could be improved with strong efforts of teachers and professors: they should encourage relationships and approaches based on encounter and dialogue, in order to help synthesis and integration.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.