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Osservatorio sulla normativa

(Sche)Dati. Il diritto alla protezione dei dati personali nella legislazione europea

di Chiara Spiniello

The right to be alone. Era il 1890 quando Samuel D. Warren e Louis D. Brandeis enunciavano – sulle pagine della Harvard Law Review – «il diritto ad essere lasciati da soli». In maniera del tutto dirompente rispetto alla tradizione costituzionale statunitense – che della libertà di stampa e di parola aveva fatto i capisaldi del suo Testo fondamentale – si affermava, per la prima volta, l’idea secondo cui il diritto di informare e di essere informati trova (o meglio, deve trovare) una limitazione nella tutela della riservatezza personale.

Abstract

La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti fra indicazioni sovranazionali e disciplina interna

di Caterina Bova

La figura del whistleblowing è stata introdotta per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano con l’art. 1, comma 51 della legge 6 dicembre 2012, n. 190 che interviene a inserire siffatta previsione nel Testo unico sul pubblico impiego introducendo l’art. 54-bis del d.lgs. n. 165 del 2001 (Cantone 2013, 243-258).

Abstract

La sicurezza urbana nel c.d. “decreto Minniti”

di Francesco Morganti

Il 18 aprile 2017 è stata definitivamente approvata dal Senato (con un voto di fiducia) la legge di conversione, con modifiche, del decreto-legge n. 14 del 20 febbraio 2017, proposto dal Ministro dell’Interno di concerto con i Ministri della giustizia e per gli affari regionali e recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle Città.

Abstract

Tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e semplificazione amministrativa dopo la legge 7 agosto 2015, n. 124: strumenti ed istituti di garanzia tra diritto interno e normativa europea

di Massimo Pellingra Contino

Il tema del presente contributo è oggetto di una graduale attenzione da parte della dottrina e della giurisprudenza (Sciullo 2015; Maglieri 2006). Nell’ambito dei provvedimenti legislativi che modificano la disciplina dell’attività amministrativa, è divenuto ormai frequente rintracciare semplificazioni in materia ambientale. 

Abstract

La revoca dello status civitatis in Costituzione: una riforma fallita

di Giuliaserena Stegher

Gli attentati terroristici di matrice jihadista che hanno colpito il cuore della Francia hanno riproposto in maniera preponderante la questione relativa alla modifica della disciplina costituzionale recante l’État d’urgence e la possibilità di introdurre la déchéance de la nationalitè – ossia la perdita dello status civitatis – per coloro che commettono reati riconducibili ad azioni terroristiche.

In ragione del mancato raggiungimento del necessario consenso e dopo quattro mesi di dibattito, il presidente della Repubblica Francois Hollande ha posto fine al travagliato iter parlamentare, rinunciando a convocare entrambe le Camere in Congresso, secondo quanto previsto dall’articolo 89 della Costituzione.

Abstract

Sicurezza, terrorismo e cittadinanza: la nuova legislazione francese anti-terrorismo e l’impegno internazionale contro i cd. foreign fighters

di Cristina Gazzetta

Il 24 settembre 2014 il Consiglio di Sicurezza ha adottato, ai sensi del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, la Risoluzione S/RES/2178 (2014) con cui ha obbligato gli Stati ad adottare misure utili al contrasto dei foreign fighters.

Abstract

Le misure di contrasto al terrorismo internazionale: contenuti e novità

di Luca Di Majo

Il 15 aprile 2105 è stato convertito nella l. n. 43/2105 il d.l. n. 7/2015 del 18 febbraio recante «Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale[…]». La strage alla redazione di Charlie Hebdo e – anche se successivo al d.l. – l’attacco al museo del Bardo di Tunisi hanno creato il contesto tale da giustificare la necessità e l’urgenza di assicurare misure più efficaci per la prevenzione, il contrasto e la repressione del terrorismo anche internazionale.

Il provvedimento e le linee guida del Garante privacy in materia di biometria

di Valentina Fiorillo

Lo scorso novembre il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento prescrittivo in tema di biometria (doc. web n. 3556992, 12 novembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2 dicembre 2014) unitamente alle linee guida in materia di riconoscimento biometrico e firma grafometrica (Allegato A al Provvedimento del Garante del 12 novembre 2014,doc. web n. 3563006).I due atti si propongono di individuare, dando attuazione alle disposizioni contenute all’interno del Codice privacy (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196), delle misure e degli accorgimenti di carattere organizzativo, procedurale e, non da ultimo, tecnico per assicurare che il trattamento dei dati personali biometrici avvenga nel rispetto della disciplina di protezione dei dati personali.

Regime di detenzione e diritti fondamentali: note a prima lettura sul d.l. 92 del 2014

di Cristina Gazzetta

Il 2 agosto il Senato ha approvato il testo del d.l. n. 92/2014, nella versione già licenziata dalla Camera per la sua definitiva conversione in legge. Il Governo italiano, nel licenziare il decreto, ha preso atto di quanto espresso dalla Corte EDU nella sentenza pilota Torreggiani e altri c. Italia (8 gennaio 2013), in cui la Corte, alla luce dell’art. 3 della CEDU, sul divieto della tortura, di pene o di trattamenti inumani o degradanti e in base all’art. 46, ha fissato il limite massimo di dodici mesi dal giorno in cui la sentenza sarebbe divenuta definitiva (28 maggio 2013) entro cui l’Italia avrebbe dovuto porre rimedi alle violazioni riguardanti la generale situazione di sovraffollamento carcerario e le sue conseguenze sul mancato rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti, attraverso misure preventive e compensative.

La nuova NCA nella politica di sicurezza del Regno Unito

di Gabriele Maestri

Il 25 aprile del 2013 ha ricevuto la sanzione della regina Elisabetta II il Crime and Courts Act, con cui il Parlamento del Regno Unito è intervenuto in materia di repressione e prevenzione dei reati, nonché sull’amministrazione della giustizia. Particolarmente interessante in quell’atto normativo risulta l’istituzione di una nuova agenzia con il compito di guidare la lotta contro il crimine grave e organizzato, oltre che di rafforzare la sicurezza dei confini.

Quel soggetto è la National Crime Agency, di cui i media hanno parlato (anche in Italia) in occasione dell’inizio delle sue attività, proponendo spesso un paragone con la statunitense FBI: essa, a partire dal 7 ottobre, prende il posto di vari enti prima operanti nello stesso ambito, enti che il citato atto normativo abolisce. Può essere utile tracciarne un profilo per potere svolgere brevi riflessioni sugli effetti di una simile operazione sulla politica di sicurezza e, prima ancora, sull’impostazione stessa di quel concetto, per valutarne l’estensione.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.