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Il nuovo decreto legge n. 130/2020 in materia di immigrazione e sicurezza: continuità o rottura?

di Jessica De Vivo

È in vigore dal 22 ottobre 2020 un nuovo “decreto immigrazione” approvato dal Governo Conte II: si tratta del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, convertito in legge il 18 dicembre 2020 (legge n. 173/2020). Tale intervento normativo si discosta rispetto all’impianto dei precedenti decreti sicurezza, ossia il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (decreto sicurezza I) e il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (decreto sicurezza II), adottati dal Governo Conte I, con l’allora Ministro dell’Interno Salvini, rispetto ai quali il decreto legge n. 130/2020 interviene con significative modifiche e rimodulazioni alla luce dei principi costituzionali e internazionali vigenti in materia, oltre che, come si vedrà, delle osservazioni proposte dal Presidente della Repubblica proprio in occasione dell’emanazione dei decreti sicurezza I e II.

Abstract

This paper aims to describe the main legislative innovations introduced by decree law no. 130/2020 in the field of immigration and security, highlighting the aspects of continuity and discontinuity with previous interventions in those fields. The analysis, following the approach of the decree in comment, focuses on three main issues: the legal status of the foreigner; changes in criminal law; further interventions in the field of security.

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Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.