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Recensioni

Centro studi e ricerche Idos, Dossier Statistico Immigrazione 2016

Scopo del Dossier Statistico Immigrazione, annuario del Centro studi e ricerche Idos (realizzato in collaborazione con la rivista interreligiosa Confronti, esperti di diverse altre organizzazioni e, per il secondo anno, col sostegno del Fondo Otto per Mille delle Chiese metodiste e valdesi) è favorire un livello adeguato di consapevolezza dei fenomeni migratori da parte dell’opinione pubblica, tuttora esposta al rischio di chiusure pregiudiziali.

Salvatore Bonfiglio, Constitucionalismo mestizo. Más allá del colonialismo de los Derechos Humanos, Tirant lo Blanch, Valencia, 2017, 192 pp.

Este trabajo nace de la idea de que la historia, la teoría y la protección de los derechos fundamentales son particularmente reveladores por, al menos, tres motivos. 

Luca Buscema (cur.), Identità nazionale e multiculturalismo, Editoriale Scientifica, Napoli, 2016, pp. 169

di Gabriele Maestri

La pluralità di sguardi, da punti di vista diversi, è sempre una buona soluzione per dare conto di fenomeni complessi, che impegnano le sensibilità di ognuno: ancor più interessante è se coglie la sfida dello sguardo plurale chi si è affacciato da poco alla ricerca e vuole cimentarsi con la “contaminazione” di approcci e strumenti. 

Maria Luisa Maniscalco, Elisa Pellizzari (cur.), Deliri culturali. Sette, fondamentalismi religiosi, pratiche sacrificali, genocidi, L’Harmattan Italia, Torino, 2016, pp. 144

di Francesco Antonelli

L’ascesa della globalizzazione e la dissoluzione delle grandi narrazioni che avevano contribuito a costruire il progetto della modernità, hanno creato le condizioni per un profondo rinnovamento degli approcci utilizzati dalle scienze sociali per studiare la violenza.

Paola Parolari, Culture, diritto, diritti. Diversità culturale e diritti fondamentali negli stati costituzionali di diritto, Giappichelli, Torino, 2016, pp. 275

di Barbara Clerici

In quest’epoca di grandi migrazioni, di cui ogni giorno siamo testimoni – accendendo semplicemente la radio o sfogliando un giornale – la grande incognita o, forse, “la grande vittima” che prorompentemente emerge da queste acque torbide risulta essere l’“identità”. 

Lina Panella (cur.), Le sfide dell’Unione europea a 60 anni dalla Conferenza di Messina, Editoriale Scientifica, Napoli, 2016, pp. 362

di Giulia Colavecchio

Il volume, curato da Lina Panella, è il risultato dei lavori del convegno svoltosi all’Università degli Studi di Messina in occasione del 60° anniversario della Conferenza di Messina (giugno 1955). In un momento di grande crisi e di fallimento della Comunità europea di difesa e della Comunità politica europea, i ministri degli esteri di Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi decisero di non abbandonare la visione della costruzione di un’Europa unita, puntando sull’integrazione economica e sul coordinamento dei programmi di ricerca sull’uso pacifico dell’energia nucleare.

Fulvia Abbondante, Salvatore Prisco (cur.), Diritto e pluralismo culturale. I mille volti della convivenza, Editoriale Scientifica, Napoli, 2015, pp. 404

di Gabriele Maestri

Raccogliere in una pubblicazione gli interventi di un convegno o di una serie di seminari ha un punto debole nelle incognite del “fattore tempo”: tra l’iniziativa e l’uscita della pubblicazione trascorre un periodo significativo, per i tempi di raccolta e revisione dei testi e le attese previste dal piano editoriale di chi pubblica l’opera. In quel periodo possono intervenire eventi che mutano sensibilmente il contesto in cui la ricerca si colloca: una norma può entrare in vigore o essere espunta dall’ordinamento; anche un fatto non giuridico o una sequenza di fatti, però, possono essere un turning point che induce ripensamenti. 

XXV Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2015

In un quarto di secolo il Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes ha raccolto studi puntuali sul tema migratorio, partendo dai dati ufficiali e affiancando, negli ultimi anni, la metodologia prettamente statistica a quella qualitativa, dando spazio alla voce dei territori diocesani e regionali e mettendo al centro le persone con i loro volti e le loro storie.

Proprio guardando a questi volti e ascoltando queste voci, “tra sofferenza e condivisione, sfruttamento e tutela”, è stato costruito il XXV Rapporto, evidenziando che oggi non possiamo dimenticare gli oltre 5 milioni di persone di cittadinanza non italiana che strutturalmente vivono in Italia, da più o meno anni, mentre si affronta il recente fenomeno dei richiedenti asilo e rifugiati, sicuramente cresciuto a livello numerico in questo momento e con maggiore urgenza di risoluzione in un quadro di mobilità europea e nazionale.

Salvatore Bonfiglio, Costituzionalismo meticcio. Oltre il colonialismo dei diritti umani, Giappichelli, Torino, 2016

Nella complessa realtà internazionale vi è il rischio di far sbiadire il concetto stesso di costituzione, che deve rimanere invece profondamente legato a quello di costituzionalismo per non smarrire il senso della sua unità e della sua chiara finalità pratica: il riconoscimento dei diritti fondamentali e la loro protezione.

A mettere in discussione gli assetti degli Stati democratici e la stessa scienza del diritto costituzionale non è soltanto il prevalere dell’economia sulla politica e il diritto, ma anche l’inarrestabile crescita dei flussi migratori. Ciò pone problemi vecchi e nuovi di coesione sociale che necessitano non di un abbandono dei princìpi costituzionali fondamentali – a cominciare da quelli di libertà, eguaglianza e solidarietà – ma semmai di una loro rilettura in chiave interculturale, per contrastare fenomeni di fanatismo ideologico e di estremismo religioso.

Fabrizio Battistelli, La sicurezza e la sua ombra. Terrorismo, panico e costruzione della minaccia, Donzelli, Roma, 2016

di Francesco Antonelli

In un famoso libro del 1972, An Essay on Pan, James Hillman interpreta la storia culturale dell’Occidente come un continuo desiderio di ritorno alle radici greche e in particolare all’aspetto politeistico di quella cultura. Spingendo alle estreme conseguenze le posizioni di Jung, Hillman sottolinea come questo desiderio si colleghi al pensiero mitico più che a quello razionale, facendo emergere un bisogno di “conciliazione degli opposti” che hanno nella figura del dio Pan la loro più alta espressione. 

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.