Home / Recensioni

Recensioni

Carlo Mosca, La sicurezza. Valori, modelli e prassi istituzionali, Editoriale Scientifica, Napoli, 2021, pp. 666

di Gabriele Maestri

Il 30 marzo 2021 è venuto a mancare Carlo Mosca, prefetto dalla lunghissima carriera nell’Amministrazione dell’Interno e, tra l’altro, dalla rilevante esperienza di insegnamento nella Scuola di perfezionamento delle Forze di Polizia (di cui era decano, ma diresse anche la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno) e in vari atenei: con lui è scomparsa una figura decisamente apprezzata per le sue qualità, nei vari ruoli ricoperti (fu anche Consigliere di Stato, oltre che più volte capo di gabinetto di alcuni titolari del Viminale).

Luisa A. Messina Fajardo, Analisi del discorso politico. Dalla dittatura alla pace, Edizioni Accademiche Italiane, 2019

In una società in cui il discorso politico di tipo esterno, rivolto al pubblico, è così presente nella vita di gran parte dei cittadini grazie ai media, è importante che si costruisca la consapevolezza del suo significato, ma anche del potenziale manipolativo che questo discorso aveva in epoche nelle quali la mediatizzazione non era così notevole.

Fortunato Musella, L'emergenza democratica. Presidenti, decreti, crisi pandemica, Editoriale Scientifica, Napoli, 2020

Anche la riflessione politologica può aiutare a leggere gli effetti della pandemia Covid-19 sulle democrazie e sulle loro forme di governo, con le evidenti conseguenze di ciò sui diritti e sulla sicurezza. L'ultimo grave evento, in particolare, si innesta su un fenomeno già esistente, vale a dire la tendenza delle democrazie contemporanee a fare "dell’emergenza uno stato permanente, che ha aperto la strada negli ultimi decenni all’espansione del potere governante".

Ida Angela Nicotra, Pandemia costituzionale, Editoriale Scientifica, Napoli, 2021

di Gabriele Maestri

A oltre un anno dalla dichiarazione, da parte del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, della pandemia Covid-19, può dirsi ampiamente maturata l’occasione per un bilancio complessivo (anche se parziale e da aggiornare) della risposta normativa con cui in Italia e in altri ordinamenti si è cercato di affrontare tanto la malattia in sé (per contenerne il più possibile la diffusione e gli effetti), quanto le sue conseguenze in ambito extrasanitario. 

Mario Carta, Unione europea e tutela dello Stato di diritto negli Stati membri, Cacucci, Bari, 2020

Il volume offre un’analisi approfondita sulla tutela dello Stato di diritto nell'ordinamento degli Stati membri dell’Ue. L’autore esamina in particolare i Paesi in cui sono in atto processi di backsliding del rule of law, ricostruendo gli strumenti che il diritto dell'Unione offre per garantire il rispetto dello Stato di diritto.

Luca Barbari, Francesco De Vanna (cur.), Il “diritto al viaggio”. Abbecedario delle migrazioni, Giappichelli, Torino, 2018

g.m.

Se si parla di migranti e migrazioni è facile che la mente richiami immagini di sbarchi, controlli, soccorsi, imbarcazioni stracolme in balia di quel mare che troppo spesso finisce per accogliere i corpi di coloro che non sono riusciti a raggiungere una nuova terra o a trovare chi se ne prendesse cura quando erano in vita. Ci si figura l’esito, ma il quivis de populo pensa assai meno a tutto ciò che precede quel momento: il viaggio.

Alessio Rauti, La decisione sulla cittadinanza. Tra rappresentanza politica e fini costituzionali, Editoriale Scientifica, Napoli, 2020

di Gabriele Maestri

Nella Costituzione il concetto astratto della «cittadinanza» ricorre solo due volte (artt. 22 e 117, comma 2, lett. i); più presente è la sua versione personificata dei «cittadini», evocata – oltre che nella rubrica della Parte I («Diritti e doveri dei cittadini») – negli artt. 3 (commi 1 e 2), 4, 16, 17, 18, 26, 38, 48, 49, 50, 51, 52, 54, 59, 75, 84, 102, di nuovo 117 (comma 2, lett. a), 118, 135 e nella XVIII disp. trans. fin. 

Enrica Tedeschi, Semplice, buttato via, moderno. Il “teatro per la vita” di Gianrico Tedeschi, Viella, Roma, 2019

di Carmelina Chiara Canta *

Enrica Tedeschi, nel 2013, periodo in cui ospita nella sua villa di campagna il padre, Gianrico Tedeschi, mentre la moglie Marianella è in ospedale, intrattiene un lungo dialogo con il padre novantenne, nel quale ripercorre gli anni della sua vita, quella dei suoi primi anni di bambino, vissuti a Milano, della sua giovinezza con le sue passioni e ideali, frustrazioni e, soprattutto, gli anni del suo internamento nei lager nazisti di Lipsia, Benjaminovo, Sandbostel e Wietzendorf in Germania, dopo l’8 settembre, quando nel Nord Italia si insedia la Repubblica di Salò. In questi lager vi sono moltissimi i militari che hanno scelto di non aderire a Salò e di non lavorare nei campi tedeschi per i tedeschi.

Ludovica Durst, Introduzione al ruolo della “sicurezza” nel sistema dei diritti costituzionali, Aracne editrice, Canterano, 2019

di Gabriele Maestri

Il rilievo dato nella società al concetto della sicurezza, nelle sue molteplici accezioni, precede di molto l’avvento della pandemia da Covid-19: gli stessi studiosi da anni vi riflettono, in vari ambiti delle scienze umane, incluso certamente il diritto. Pare inevitabile ricollegare questa centralità della sicurezza al paradigma sociologico della moderna «società del rischio» (sviluppato con accenti diversi da studiosi del livello di Ulrich Beck e Zygmunt Bauman), ma ciò che è accaduto negli ultimi mesi di certo ha indotto nella sfera pubblica varie riflessioni su alcuni aspetti della sicurezza (tutela della salute, capacità del sistema sanitario di far fronte all’emergenza, limiti agli spostamenti o alla fruizione di determinati servizi, riconfigurazione delle attività lavorative e d’impresa, timore di minacce provenienti dall’esterno…). Altri risvolti sono finiti più in ombra e meritano di non essere trascurati, alla pari delle riflessioni che hanno generato tra gli studiosi nel corso del tempo.

Eleonora Ceccherini (cur.), I diritti al tempo delle crisi. Nuove esigenze di ponderazione, Editoriale Scientifica, Napoli, 2018

di Gabriele Maestri

Il concetto di «crisi» merita attenzione innanzitutto dal punto di vista etimologico: esso, infatti, riassume in sé a sua volta le idee di “separazione”, “distinzione”, “giudizio” e “scelta”. Ognuna evoca qualcosa di complesso, di travagliato: le prime due, in particolare, si prestano a identificare le situazioni di svolta, di cesura tra un “prima” e un “poi”, foriere di un cambiamento più o meno necessitato; le altre due rimandano alle valutazioni e alle decisioni che occorre prendere, legate alle situazioni citate. Decisioni che, in ambito giuridico e politico, sono particolarmente delicate se riguardano i diritti delle persone.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.