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Recensioni

Lina Panella (cur.), Le sfide dell’Unione europea a 60 anni dalla Conferenza di Messina, Editoriale Scientifica, Napoli, 2016, pp. 362

di Giulia Colavecchio

Il volume, curato da Lina Panella, è il risultato dei lavori del convegno svoltosi all’Università degli Studi di Messina in occasione del 60° anniversario della Conferenza di Messina (giugno 1955). In un momento di grande crisi e di fallimento della Comunità europea di difesa e della Comunità politica europea, i ministri degli esteri di Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi decisero di non abbandonare la visione della costruzione di un’Europa unita, puntando sull’integrazione economica e sul coordinamento dei programmi di ricerca sull’uso pacifico dell’energia nucleare.

Fulvia Abbondante, Salvatore Prisco (cur.), Diritto e pluralismo culturale. I mille volti della convivenza, Editoriale Scientifica, Napoli, 2015, pp. 404

di Gabriele Maestri

Raccogliere in una pubblicazione gli interventi di un convegno o di una serie di seminari ha un punto debole nelle incognite del “fattore tempo”: tra l’iniziativa e l’uscita della pubblicazione trascorre un periodo significativo, per i tempi di raccolta e revisione dei testi e le attese previste dal piano editoriale di chi pubblica l’opera. In quel periodo possono intervenire eventi che mutano sensibilmente il contesto in cui la ricerca si colloca: una norma può entrare in vigore o essere espunta dall’ordinamento; anche un fatto non giuridico o una sequenza di fatti, però, possono essere un turning point che induce ripensamenti. 

XXV Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2015

In un quarto di secolo il Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes ha raccolto studi puntuali sul tema migratorio, partendo dai dati ufficiali e affiancando, negli ultimi anni, la metodologia prettamente statistica a quella qualitativa, dando spazio alla voce dei territori diocesani e regionali e mettendo al centro le persone con i loro volti e le loro storie.

Proprio guardando a questi volti e ascoltando queste voci, “tra sofferenza e condivisione, sfruttamento e tutela”, è stato costruito il XXV Rapporto, evidenziando che oggi non possiamo dimenticare gli oltre 5 milioni di persone di cittadinanza non italiana che strutturalmente vivono in Italia, da più o meno anni, mentre si affronta il recente fenomeno dei richiedenti asilo e rifugiati, sicuramente cresciuto a livello numerico in questo momento e con maggiore urgenza di risoluzione in un quadro di mobilità europea e nazionale.

Salvatore Bonfiglio, Costituzionalismo meticcio. Oltre il colonialismo dei diritti umani, Giappichelli, Torino, 2016

Nella complessa realtà internazionale vi è il rischio di far sbiadire il concetto stesso di costituzione, che deve rimanere invece profondamente legato a quello di costituzionalismo per non smarrire il senso della sua unità e della sua chiara finalità pratica: il riconoscimento dei diritti fondamentali e la loro protezione.

A mettere in discussione gli assetti degli Stati democratici e la stessa scienza del diritto costituzionale non è soltanto il prevalere dell’economia sulla politica e il diritto, ma anche l’inarrestabile crescita dei flussi migratori. Ciò pone problemi vecchi e nuovi di coesione sociale che necessitano non di un abbandono dei princìpi costituzionali fondamentali – a cominciare da quelli di libertà, eguaglianza e solidarietà – ma semmai di una loro rilettura in chiave interculturale, per contrastare fenomeni di fanatismo ideologico e di estremismo religioso.

Fabrizio Battistelli, La sicurezza e la sua ombra. Terrorismo, panico e costruzione della minaccia, Donzelli, Roma, 2016

di Francesco Antonelli

In un famoso libro del 1972, An Essay on Pan, James Hillman interpreta la storia culturale dell’Occidente come un continuo desiderio di ritorno alle radici greche e in particolare all’aspetto politeistico di quella cultura. Spingendo alle estreme conseguenze le posizioni di Jung, Hillman sottolinea come questo desiderio si colleghi al pensiero mitico più che a quello razionale, facendo emergere un bisogno di “conciliazione degli opposti” che hanno nella figura del dio Pan la loro più alta espressione. 

Mads Andenas, Duncan Fairgrieve (eds.), Courts and Comparative Law, Oxford University Press, Oxford, 2015

di Pamela Martino

L’oramai noto processo contemporaneo di judicial globalization ha rievocato una tipologia di approccio al diritto abbandonato con la nascita dello Stato nazione la cui tradizione, seppur scendendo a compromessi con la naturale propensione del legislatore a trarre ispirazione dal diritto comparato per lo sviluppo di riflessioni sulla riforma dell’ordinamento interno, si è mostrata ostile all’adozione del metodo comparatistico da parte dei giudici nel quadro della loro attività ermeneutica. Nel mondo globale, di contro, il diritto comparato assiste, in modo sempre più strutturato, le Corti nazionali, internazionali e sovranazionali nella dinamica interpretativa della normativa interna come di quella internazionale e comunitaria. 

C. Gazzetta e F. Ricciardi Celsi (cur.), La libertà religiosa tra pluralismo e integrazione, EdiCusano, Roma, 2016

di Natascia Malinconico

Il volume che si pone all’attenzione del lettore nasce dalla raccolta degli Atti del Seminario tenutosi presso l’Università degli Studi Niccolò Cusano il 29 ottobre 2014 sul tema, profondamente attuale, della libertà religiosa. Un tema centrale e quotidianamente attenzionato dalla società tutta, perché oggi, ancor più diffusamente di ieri, la nostra nazione, come tante altre, interessata sempre più da continui fenomeni migratori, si vede imposto un multiculturalismo spesso difficile da attuare.

R. E. Kostoris e F. Viganò (cur.), ll nuovo “pacchetto” antiterrorismo, Giappichelli, Torino, 2015

di Mara Costantino

È disponibile in formato elettronico il volume curato da Roberto Kostoris e Francesco Viganò che ospita le analisi di Antonio Balsamo, Stefania Martelli, Franco Roberti, Silvia Signorato e Alfio Valsecchi sui profili della novella antiterrorismo di cui al d.l. n.7/2015, conv. in l. n. 43/2015. Una novella questa che affida per la prima volta un ruolo di coordinamento delle indagini in materia di terrorismo alla Procura Nazionale antimafia, ribattezzata ora «Procura Nazionale antimafia e antiterrorismo» e diretta oggi dallo stesso Franco Roberti, coautore del volume.

Riscoprire il sociale: nota critica su Immigrazione, società e crimine di Luigi Maria Solivetti

di Francesco Antonelli

Il rapporto vero o presunto tra immigrazione e aumento della criminalità è stata una delle questioni che più ha condizionato il dibattito pubblico e scientifico sulle conseguenze sociali dei flussi migratori, almeno dalla fine del XIX secolo; sua volta, traduzione in termini moderni di quell’ancestrale paura dell’arrivo dello straniero che, nella storia dell’umanità e in particolare in periodi di indebolimento del potere delle autorità politiche ha coinciso, a volte, nella sua dimensione di massa, con l’invasione, la guerra e il cambiamento sociale radicale e violento. 

Gli Intelligence Studies in Italia. A proposito del volume Intelligence e scienze umane (a cura di Mario Caligiuri, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2016)

di Maria Luisa Maniscalco

La portata eccezionalmente ampia dell’attuale crisi – un sistema internazionale “caotico”, un tasso di mutamento elevato, un diffuso clima di unfriendliness tra partner e alleati, l’incertezza generalizzata e la natura ibrida, molecolare e geotraslata delle nuove minacce – presenta scenari del tutto inediti e inquietanti che sfidano decisori politici e apparati pubblici preposti alla sicurezza. Nel delineare i nuovi profili della minaccia, due elementi in particolar modo appaiono significativi: la trasformazione della conflittualità armata e la “rivoluzione” delle comunicazioni.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.