Home / Recensioni / A. Rallo Lombarte, El derecho al olvido en Internet. Google contra España

A. Rallo Lombarte, El derecho al olvido en Internet. Google contra España

A. Rallo Lombarte, El derecho al olvido en Internet. Google contra España

Este libro analiza una problemática jurídica emergente en la que singulares derechos fundamentales se ven amenazados por el vertiginoso desarrollo de la moderna sociedad de la información y del conocimiento. 

El espejismo inicial que invitaba compulsivamente a estar en Internet y a aparecer en los índices de sus buscadores (Google) ha dado paso a una incipiente demanda de cancelación de datos personales en la Red ante el angustioso temor de que los mismos puedan perjudicar tanto en el presente como, fundamentalmente, en el futuro, la imagen, privacidad y reputación individual.
El libro se ocupa del análisis jurídico de toda la casuística conocida por la Agencia Española de Protección de Datos desde 2007 sobre el derecho al olvido y, en particular, del Caso Google vs. AEPD que fue resuelto por el Tribunal de Justicia de la Unión Europea en Sentencia de 13 de mayo de 2014. En esta particular versión litigiosa de David contra Goliat, frente al enarbolamiento de infundados riesgos para el futuro desarrollo tecnológico de la sociedad contemporánea, ha prevalecido la sensibilidad ante una legítima demanda social de garantía del derecho a la protección de datos consagrado en la Carta de Derechos Fundamentales de la Unión Europea.

BREVE BIOGRAFÍA DEL AUTOR 

Artemi Rallo Lombarte es Catedrático de Derecho Constitucional de la Universidad Jaume I de Castellón. Ha sido Director de la Agencia Española de Protección de Datos, Presidente de la Red Iberoamericana de Protección de Datos, Vicepresidente del Grupo Europeo de Autoridades de Protección de Datos y Director General del Centro de Estudios Jurídicos del Ministerio de Justicia. En publicaciones anteriores se ha ocupado del estudio de las redes sociales, el derecho europeo de protección de datos, las administraciones independientes, las garantías electorales o  el pluralismo informativo. Durante los últimos años ha impartido conferencias en universidades y encuentros científicos celebrados en Oxford, Ottawa, Los Ángeles, Montreal, Washington, Tel Aviv, Estrasburgo, Cambridge, Grenoble, Bruselas, Londres, Buenos Aires, México, Bogotá, Montevideo, Jerusalén, Panamá, Berlín, París, Casablanca, Zagreb, Roma, Santiago de Chile, Caracas. Es investigador principal en proyectos de investigación nacionales y europeos sobre la reforma del sistema europeo de protección de datos y el fortalecimiento de la cooperación entre Autoridades de Protección de Datos.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.