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La rivista Democrazia & Sicurezza - Democracy and Security Review, ideata e diretta dal prof. Salvatore Bonfiglio - nata come periodico scientifico dell'Università degli Studi "Roma Tre" all'interno del P.R.I.N. 2008 “Costituzioni e Sicurezza dello Stato: scenari attuali e linee di tendenza" e proseguito con il P.R.I.N. (2010-2011) “Istituzioni democratiche e amministrazioni d’Europa: coesione e innovazione al tempo della crisi economica” - intende approfondire il rapporto tra democrazia e sicurezza che, se pur a volte conflittuale, non deve mai negare, a maggior ragione in un ordinamento democratico, i diritti fondamentali della persona.

Tutti i contributi devono essere inviati al direttore e p.c. alla redazione, agli indirizzi:

salvatore.bonfiglio@uniroma3.it e redazione@democraziaesicurezza.it.

La rivista prevede una procedura di revisione per il materiale ricevuto; e, in particolare, un procedimento di Peer Review  affidato ad un comitato anonimo di referee (double blind review), salvo diversamente indicato sul singolo contributo.                                                                                                      

Tutto il materiale pubblicato è soggetto a Copyright © [democraziaesicurezza.it]. Tutti i diritti sono riservati. 

L’accesso ai contenuti della rivista è libero e gratuito.

Direttore responsabile: Salvatore Bonfiglio

Direzione e redazione: c/o il Laboratorio Multimediale e di Comparazione Giuridica - via G. Chiabrera, 199 - 00145 Roma - Università degli Studi "Roma Tre".

Rivista iscritta presso il Tribunale di Roma, n. 373/2011 del 5 dicembre 2011.

Periodico riconosciuto dall'ANVUR quale rivista scientifica per l'Area 12 - Scienze giuridiche ai fini dell'Abilitazione Scientifica Nazionale.

Indicizzazioni: cataloghi ACNP, ESSPER e DOGI.

Comitato direttivo 

Salvatore Bonfiglio (Università degli Studi "Roma Tre" - Direttore scientifico)

Artemi Rallo Lombarte (Universitat Jaume I – Castellòn - Condirettore) 

Consiglio Scientifico

Domenico Amirante (Seconda Università degli Studi di Napoli), Francesco Antonelli (Università degli Studi "Roma Tre"), Fabrizio Battistelli (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), Paolo Benvenuti (Università degli Studi “Roma Tre”), Salvatore Bonfiglio (Università degli Studi “Roma Tre”), Roberto Borrello (Università degli Studi di Siena), Francesco Clementi (Università degli Studi di Perugia), Mario De Caro (Università degli Studi “Roma Tre”), Jean-Philippe Derosier (Université Lille 2), Rosario Garcia Mahamut (Universitat Jaume I - Castellòn), Hermann Groß (Hessische Hochschule für Polizei und Verwaltung), Andrew Hoskins (University of Glasgow), Martin Innes (Cardiff University), Luis Jimena Quesada (Universidad de Valencia), Luis Maria Lopez Guerra (juge de la Cour Européenne des Droits de l’Homme-Strasbourg), Stelio Mangiameli (Direttore dell’ISSiRFA-CNR), Maria Luisa Maniscalco (Università degli Studi “Roma Tre”), Kostas Mavrias (Università degli Studi di Atene), David Mongoin (Université "Jean Moulin" Lyon 3), Lina Panella (Università degli Studi di Messina), Otto Pfersmann (Université Paris-Sorbonne), Artemi Rallo Lombarte (Universitat Jaume I – Castellòn), Angelo Rinella (LUMSA), Marco Ruotolo (Università degli Studi "Roma Tre"), Cheryl Saunders (Melbourne Law School), Giovanna Spagnuolo (Isfol-Italy), Alessandro Torre (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”), Matthew C. Waxman  (Columbia Law School)  

Comitato di redazione:

Coordinamento: Gabriele Maestri (collaborazione di Enrico Strina)

Responsabili di sezione:

Osservatorio sulla normativa: Massimo Rubechi (coordinatore), Valentina Fiorillo

Osservatorio sulla giurisprudenza: Pamela Martino (coordinatrice), Giulia Aravantinou Leonidi, Caterina Bova

Osservatorio europeo e internazionale:  Mario Carta (coordinatore), Mariana Rodrigues Canotilho, Cristina Pauner Chulvi, Cristina Gazzetta, Tommaso Amico di Meane

Osservatorio sociale: Francesco Antonelli (coordinatore), Pina Sodano e Valeria Rosato

Recensioni: Beatrice Catallo

Criteri redazionali e Codice etico 

 

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.