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Saggi

Sicurezza e insicurezza. Crimine, terrorismo e panico morale in una prospettiva sociologica

di Fabrizio Battistelli

L’insicurezza può a ragione essere definita l’ostinata compagna della condizione umana. Paradossalmente, essa non è mai stata così diffusa e così evocata come nella società in cui avrebbe meno motivo di esistere: quella occidentale contemporanea. Il paradosso è frutto di un complesso insieme di fattori in parte esistenziali, in parte storici.

Abstract

Legal Treatment of Unaccompanied Immigrant Children against Spanish and International Legal and Political Parameters

di Gabriele Vestri

Preliminarily, we are obligated to place the figure of unaccompanied children. It is, thereby, important to establish the definitions that identify this figure warning that between international law and community law differences exist that can induce to consider the same situation, according to different legal aspects. 

In this sense, in 1997, UNHCR promulgated the definition of Unaccompanied Foreign Children (MENA, in Spanish), according to which these are “children and adolescents under 18 years of age outside their country of origin and who are separated from both parents or from the person who by law or custom had them under their care”. By 1999, the very UNHCR revised its own definition and introduced the concept of “separated”. This point of view seeks to substitute the concept of unaccompanied children for that of separated children.

Abstract

Austeridad y derecho constitucional: el ejemplo portugués

di Mariana Canotilho

El impacto de la crisis económica y social que afectó a los países europeos desde el año 2008 fue muy severo en Portugal. Los datos hablan por sí mismos: entre 2008 y 2014, la deuda pública aumentó de manera significativa (de 71.7% a 130.2% del PIB); a lo largo del mismo período, las inversiones han disminuido casi 40% en términos nominales. El país tiene aproximadamente 10 millones de habitantes, y entre 2010 y 2013 en torno de 500.000 empleos han sido eliminados. El paro ha más que doblado entre 2008 e 2014, llegando a un 16.2% (oficial) de parados en 2013 (38.1% de paro para los jóvenes con menos de 25 años). 

La emigración – la solución para muchos de los parados, especialmente los jóvenes calificados – también ha atingido números impresionantes. Más de 100.000 personas han salido del país en 2011, más de 120.000 en 2012, 128.000 en 2013 y más de 134.000 en 2014

Abstract

Detenzione in assenza di reato: il trattenimento amministrativo degli stranieri

di Giulia Colavecchio

Il nostro “comune sentire giuridico” ci porta ad associare le misure di privazione della libertà a delle sanzioni comminate a persone condannate in giudizio o accusate di aver commesso una determinata fattispecie di reato. In molti Paesi del mondo queste misure riguardano, invece, anche gli stranieri, per il solo motivo di essere sprovvisti di un titolo legale di ingresso o di soggiorno nel territorio di un determinato Stato. Questi migranti sono rei di trovarsi in un Paese senza i documenti necessari, la loro detenzione non è una misura del sistema penale, ma una "banale" questione di natura amministrativa.

La detenzione amministrativa è stata oggetto di molta attenzione da parte degli organismi di monitoraggio dei diritti umani, che nei loro report hanno sottolineato l’enorme impatto sui diritti degli stranieri causato dall’abuso dei poteri detentivi.

Abstract

Sugli obblighi internazionali in materia di salvataggio di migranti in mare ...

di Francesco Battaglia

Nel corso degli ultimi dieci anni si è verificato un continuo aumento dei flussi migratori lungo l’asse centro-mediterraneo, cioè quello che ha come punto di partenza i Paesi dell’Africa settentrionale, prevalentemente Libia e Tunisia, e come destinazione le coste meridionali europee, in particolare l’Italia, il cui principale porto di sbarco è Lampedusa, e Malta. Questo trend, ad eccezione del 2009, quando, a seguito dell'Accordo di Bengasi fra Italia e Libia, il numero di migranti giunti in Italia si è ridotto in maniera considerevole, dal 2005 al 2011 ha visto una crescita costante, con un contenuto aumento annuo dei flussi.

Abstract

La Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati e la tutela dei richiedenti asilo in Italia

di Francesca Perrini

A distanza ormai di parecchi anni dalla sua adozione ed entrata in vigore, la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati continua ad essere oggetto di attenzione ed analisi in dottrina, nonché a rivestire grande importanza sotto il profilo normativo e giurisprudenziale. In particolare, per quanto concerne alcuni aspetti, ancora oggi la Convenzione viene in rilievo, soprattutto ove si consideri lo spirito che anima il contenuto del testo che ruota interamente intorno alla persona costretta ad abbandonare il proprio Paese di origine ed avente come unico obiettivo quello di offrire a tali categorie di persone una adeguata forma di assistenza.

Abstract

L’ordinamento italiano e il sistema di protezione internazionale degli stranieri

di Francesco Martines

L’Italia è una delle più estese frontiere meridionali dell’Europa e si trova costretta ad accogliere massicci flussi migratori in conseguenza delle emergenze umanitarie causate dalle crisi politiche e dai conflitti verificatisi negli ultimi anni in molti paesi africani e mediorientali che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Il tema della protezione internazionale, ossia del complesso degli strumenti che lo Stato mette a disposizione degli stranieri che giungono nel nostro territorio perché bisognosi di tutela politico-umanitaria, è così divenuto centrale nelle ricerche e negli approfondimenti di matrice non solo giuridica.

Abstract

Le principali novità in materia di protezione internazionale nell’Unione europea

di Anna Pitrone

Come è noto, il Trattato di Amsterdam ha provveduto alla comunitarizzazione del diritto di asilo, attraverso il trasferimento al pilastro comunitario della competenza in materia di visti, asilo e immigrazione e altre politiche connesse alla libera circolazione delle persone; ciò non ha però comportato una generale competenza in materia di asilo, limitandosi l’allora art. 63 TCE ad attribuire alla Comunità competenze relative alla definizione, entro un periodo di cinque anni, di misure in materia di asilo, che contenessero norme minime, lasciando agli Stati la possibilità di mantenere o introdurre disposizioni nazionali, purché compatibili con il Trattato e con gli accordi internazionali.

Abstract

Sicurezza, immigrazione e cittadinanza inclusiva

di Salvatore Bonfiglio

A cominciare dal 2008 e nel corso della crisi economico-finanziaria ancora oggi solo in parte superata, è diminuita la “sicurezza percepita”. Non si tratta, ovviamente, di una nozione giuridica. Essa costituisce oggetto di studio da parte di altre scienze sociali, come la sociologia, la statistica, la psicologia sociale, ecc.

Ragionando di strategie di integrazione multiculturale per l’Italia… senza retorica

di Ginevra Cerrina Feroni

L’idea che evoca il termine «multiculturalismo» è quella della pari dignità da riconoscersi alle espressioni culturali dei singoli e dei gruppi che convivono in una società democratica; l’idea cioè che ciascuna persona ha il diritto di crescere all’interno della propria cultura di nascita o d’elezione. 

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.