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La Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati e la tutela dei richiedenti asilo in Italia

di Francesca Perrini

A distanza ormai di parecchi anni dalla sua adozione ed entrata in vigore, la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati continua ad essere oggetto di attenzione ed analisi in dottrina, nonché a rivestire grande importanza sotto il profilo normativo e giurisprudenziale. In particolare, per quanto concerne alcuni aspetti, ancora oggi la Convenzione viene in rilievo, soprattutto ove si consideri lo spirito che anima il contenuto del testo che ruota interamente intorno alla persona costretta ad abbandonare il proprio Paese di origine ed avente come unico obiettivo quello di offrire a tali categorie di persone una adeguata forma di assistenza.

Abstract

L’ordinamento italiano e il sistema di protezione internazionale degli stranieri

di Francesco Martines

L’Italia è una delle più estese frontiere meridionali dell’Europa e si trova costretta ad accogliere massicci flussi migratori in conseguenza delle emergenze umanitarie causate dalle crisi politiche e dai conflitti verificatisi negli ultimi anni in molti paesi africani e mediorientali che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Il tema della protezione internazionale, ossia del complesso degli strumenti che lo Stato mette a disposizione degli stranieri che giungono nel nostro territorio perché bisognosi di tutela politico-umanitaria, è così divenuto centrale nelle ricerche e negli approfondimenti di matrice non solo giuridica.

Abstract

Le principali novità in materia di protezione internazionale nell’Unione europea

di Anna Pitrone

Come è noto, il Trattato di Amsterdam ha provveduto alla comunitarizzazione del diritto di asilo, attraverso il trasferimento al pilastro comunitario della competenza in materia di visti, asilo e immigrazione e altre politiche connesse alla libera circolazione delle persone; ciò non ha però comportato una generale competenza in materia di asilo, limitandosi l’allora art. 63 TCE ad attribuire alla Comunità competenze relative alla definizione, entro un periodo di cinque anni, di misure in materia di asilo, che contenessero norme minime, lasciando agli Stati la possibilità di mantenere o introdurre disposizioni nazionali, purché compatibili con il Trattato e con gli accordi internazionali.

Abstract

Sicurezza, immigrazione e cittadinanza inclusiva

di Salvatore Bonfiglio

A cominciare dal 2008 e nel corso della crisi economico-finanziaria ancora oggi solo in parte superata, è diminuita la “sicurezza percepita”. Non si tratta, ovviamente, di una nozione giuridica. Essa costituisce oggetto di studio da parte di altre scienze sociali, come la sociologia, la statistica, la psicologia sociale, ecc.

Ragionando di strategie di integrazione multiculturale per l’Italia… senza retorica

di Ginevra Cerrina Feroni

L’idea che evoca il termine «multiculturalismo» è quella della pari dignità da riconoscersi alle espressioni culturali dei singoli e dei gruppi che convivono in una società democratica; l’idea cioè che ciascuna persona ha il diritto di crescere all’interno della propria cultura di nascita o d’elezione. 

A Legal Approach to Civilian Use of Drones in Europe. Privacy and Personal Data Protection Concerns

di Cristina Pauner e Jorge Viguri 

Drones are a burgeoning industry whose exponential growth over the next years is unanimously accepted. Their amazing and countless usages are a key element to be considered as a revolutionary product as well as their positive economic impact. As highly versatile and productive assets, drones will be able to play any type of commercial, personal or even public role in the future.

Abstract

Inmigrantes irregulares y derecho a la asistencia sanitaria: efectividad de las garantías internacionales en los órganos judiciales

di Carmen Salcedo Beltrán

Si por algo se caracteriza un período de crisis económica en un país es por la modificación o adopción de normas de tipo fiscal, laboral o mercantil, normalmente de marcado perfil restrictivo. España no ha sido ajena a esa realidad, viéndose, además, forzada a ello tras la recepción de ayuda financiera por parte de las instituciones de la Unión Europea, que, lógicamente, se supeditó al cumplimiento de unos compromisos dirigidos a controlar el déficit público. Concretamente, el 25 de junio de 2012 la solicitó oficialmente, en el contexto del proceso de restructuración y recapitalización del sector bancario.

Abstract

The Impact of Counter-Terrorism Security Measures on Fundamental Rights

di Rosario Serra-Cristóbal

The issue of global risks has surfaced on every country’s political agenda. Those risks include food safety risks, pandemics, global warming and other environment-related risks, financial crises, and terrorism. Concerns surrounding these issues generate a sense of insecurity that has to be addressed. The necessary steps may vary, but most of them are subject to the priority governments assign to securing both homeland security and the defense of the sovereign State. No State can afford to face this challenge alone.

Abstract

La vicenda dei Rom comunitari in Francia e il mutamento delle priorità politiche dell’Ue

di Sergio Carrera e Massimo Merlino

Il discorso dell’ex-presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, tenutosi a Grenoble il 30 luglio 2010, può essere considerato come l’inizio della c.d. “vicenda dei Rom in Francia”. In quell’occasione Sarkozy dichiarò «guerra contro trafficanti e criminali» e richiese una riforma politica per migliorare «la lotta contro l'immigrazione irregolare» e prevenire «gli abusi del diritto di libera circolazione» e «la creazione incontrollata di campi rom». Fece inoltre riferimento all'esistenza di 539 «campi illegali» sul territorio francese e annunciò un piano per il loro sgombero in un periodo di tre mesi. Tali dichiarazioni, oltre che a rafforzare il sentimento di criminalizzazione dei Rom già diffuso nell’opinione pubblica, servirono a preparare il terreno per i rimpatri dei Rom comunitari, in particolare di quelli di nazionalità rumena.

Abstract

Diritto errante. Spazi e Soggetti

di Mario Ricca

L’inclusione dei soggetti all’interno dei contesti sociali e dei corrispondenti circuiti istituzionali è condizione per una convivenza democratica condotta sotto il segno della tutela dei diritti e del costituzionalismo. Le pratiche inclusive ruotano attorno alla relazione tra soggettività e comunità. Questo perché il diritto dei soggetti all’inclusione si articola secondo una grammatica concettuale e normativa.

Colta nelle sue coordinate principali, essa transita sotto l’etichetta di “cittadinanza”. Un lessico della cittadinanza è inclusivo se in grado di aggregare entro un paradigma di senso mediamente condivisibile (valori, principi, pratiche cognitive e comunicative, regole, costume ecc.) le differenze presenti nella platea sociale.

Fin qui, lo stato dell’arte degli standard costituzionalistici elaborati all’interno della tradizione costituzionalistico-liberale. All’ombra di essi germogliano però alcuni quesiti che ruotano intorno ai contenuti, alle declinazioni culturali, di quella piattaforma di condivisibilità indicata come condizione indispensabile tanto per l’inclusione, quanto per la coesione sociale.

  abstract

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.