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Saggi

La vicenda dei Rom comunitari in Francia e il mutamento delle priorità politiche dell’Ue

di Sergio Carrera e Massimo Merlino

Il discorso dell’ex-presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, tenutosi a Grenoble il 30 luglio 2010, può essere considerato come l’inizio della c.d. “vicenda dei Rom in Francia”. In quell’occasione Sarkozy dichiarò «guerra contro trafficanti e criminali» e richiese una riforma politica per migliorare «la lotta contro l'immigrazione irregolare» e prevenire «gli abusi del diritto di libera circolazione» e «la creazione incontrollata di campi rom». Fece inoltre riferimento all'esistenza di 539 «campi illegali» sul territorio francese e annunciò un piano per il loro sgombero in un periodo di tre mesi. Tali dichiarazioni, oltre che a rafforzare il sentimento di criminalizzazione dei Rom già diffuso nell’opinione pubblica, servirono a preparare il terreno per i rimpatri dei Rom comunitari, in particolare di quelli di nazionalità rumena.

Abstract

Diritto errante. Spazi e Soggetti

di Mario Ricca

L’inclusione dei soggetti all’interno dei contesti sociali e dei corrispondenti circuiti istituzionali è condizione per una convivenza democratica condotta sotto il segno della tutela dei diritti e del costituzionalismo. Le pratiche inclusive ruotano attorno alla relazione tra soggettività e comunità. Questo perché il diritto dei soggetti all’inclusione si articola secondo una grammatica concettuale e normativa.

Colta nelle sue coordinate principali, essa transita sotto l’etichetta di “cittadinanza”. Un lessico della cittadinanza è inclusivo se in grado di aggregare entro un paradigma di senso mediamente condivisibile (valori, principi, pratiche cognitive e comunicative, regole, costume ecc.) le differenze presenti nella platea sociale.

Fin qui, lo stato dell’arte degli standard costituzionalistici elaborati all’interno della tradizione costituzionalistico-liberale. All’ombra di essi germogliano però alcuni quesiti che ruotano intorno ai contenuti, alle declinazioni culturali, di quella piattaforma di condivisibilità indicata come condizione indispensabile tanto per l’inclusione, quanto per la coesione sociale.

  abstract

Privacy e sicurezza

di  Licia Califano

Affrontare un tema quale “privacy e sicurezza” è senza dubbio estremamente complesso, sia per l’ampiezza e l’eterogeneità delle possibili declinazioni di entrambi i concetti che per la difficoltà insita nel tentativo di trovare un bilanciamento tra i due. Nel descrivere il binomio "sicurezza e privacy" è utile partire da un presupposto, ovverosia l’intima connessione che esiste tra queste due tematiche, sia da un punto di vista generale che all’interno dell’ordinamento italiano in particolare. 

Costituzione, illegalità dei partiti politici e difesa dello Stato democratico in Spagna

Roberto L. Blanco Valdés

In occasione della riunione in sessione straordinaria, tenutasi in estate, il 26 agosto 2002, il Congresso dei deputati spagnolo al completo ha approvato in una storica seduta, a grande maggioranza dei suoi 350 membri (295 voti a favore, 29 astensioni e 10 voti contrari), una proposta di legge presentata congiuntamente dai portavoce dei due principali partiti spagnoli: il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e il Partito Popolare (PP).

Percorsi illeciti di mobilità. Lo smaltimento dei rifiuti e l’autoinquinamento di ritorno

  Laura Giobbi

Tra i caratteri più rilevanti della società postmoderna emergono la globalizzazione, la diffusione del sentimento di rischio e l’attenzione per l’ambiente o ecologismo. Quest’ultimo è un movimento, di portata mondiale, nato come reazione alla degenerazione del dominio tecnologico sulla natura.

Aspectos políticas del problema de la Seguridad Pública en Argentina. Una mirada desde Latinoamérica

di Ricardo Sebastián Piana 

La inseguridad se ha consolidado como tema central de las elecciones celebradas en 2011 en toda América Latina. De hecho, y como veremos, la ‘preocupación’, puede ser real o infundada pero el temor a la inseguridad es real.

La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale dopo il Trattato di Lisbona

di Mario Carta

L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, avvenuta il 1 dicembre del 2009, ha determinato importanti modifiche nel modo di operare e sul concreto funzionamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia ed in particolare per le materie relative alla cooperazione di polizia e giudiziaria in ambito penale che in tale contesto si inseriscono.

I poteri dei sindaci in materia di sicurezza urbana ed il nuovo orientamento della Corte costituzionale sul principio di legalità

di Giovanna Iacovone

Con la sentenza 7 aprile 2011, n. 115, la Corte costituzionale è tornata, in un arco di tempo breve, ad occuparsi delle innovazioni apportate all’art. 54 del D.lgs.  n. 267 del 18.2.2000 (D.LGS.  N. 267 DEL 2000) dall’art. 6 del D.L. n. 92 del 2008 e dalle modifiche in sede di conversione, con la L. n.125 del 24.7.2008, in materia di poteri dei Sindaci quali ufficiali di Governo.

 

The conceptual and institutional architecture of Neighbourhood Policing in England and Wales

di Martin Innes

This paper examines the social organisation of Neighbourhood Policing (NP) in England and Wales. Neighbourhood Policing is the name given to the mode of delivery for local policing across all police forces in England and Wales. Following a national implementation plan commenced in 2005, by 2008 every neighbourhood in England and Wales had been assigned their own dedicated Neighbourhood Policing Team.

Dal terrorismo ‘solido-moderno’ alla violenza ‘liquida’

di Maria Luisa Maniscalco   

Il 15 ottobre 2011 a Roma democrazia e sicurezza sono state messe in crisi dal degenerare di quella che doveva essere una pacifica manifestazione che, come le altre 952 realizzate in 82 città di ogni parte del pianeta, intendeva dar voce agli ‘Indi­gnati’. 

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.