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La protezione dei richiedenti asilo e l’applicazione del diritto a un rimedio effettivo e del diritto all’audizione

La protezione dei richiedenti asilo e l’applicazione del diritto a un rimedio effettivo e del diritto all’audizione

di Rosita Forastiero

Il diritto ad un rimedio effettivo è riconosciuto nel diritto internazionale, europeo e nazionale come diritto fondamentale che, in quanto tale, deve essere garantito a tutti gli individui. In quanto diritto fondamentale dell’essere umano, tutelato a più livelli, anche gli stranieri sono titolari del diritto ad un rimedio effettivo e ad essi si applica tanto la normativa generale che le norme internazionali ed europee a tutela dei rifugiati.

Abstract

This paper deals with the issue of the protection of asylum seekers and the application of the right to an effective remedy in light of international, European and domestic legal framework. In particular, it focuses on this right, not only as an instrument to guarantee the effectiveness of other rights but as a fundamental right in itself, interpreted (among others) as the right to be heard. The international and European regulatory framework on this issue has undergone a significant evolution over time, facilitated in turn by the case-law of the Court of Justice of European Union and the European Court of Human Rights, which have contributed to affirm the right to effective judicial protection as an international human right. After the CJEU judgment in the case of Moussa Sacko v. Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Milano of 26 July 2017, the debate on the interpretation of the right to an effective remedy and the role of national judges in the proceedings for international protection has become more acute. In this respect, special attention is also devoted to the Italian legal framework. Moreover, this system is in itself only one stage of a still evolving framework. In this regard, the European Commission has initiated, in 2016, a reform process that is yet to be completed.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.