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La sicurezza urbana alla luce del modello cooperativo delle inter-governmental relations. Luci ed ombre di un assetto flessibile di competenze

La sicurezza urbana alla luce del modello cooperativo delle inter-governmental relations. Luci ed ombre di un assetto flessibile di competenze

di Luca Dell'Atti

Il processo di ampliamento del concetto di sicurezza sino a ricomprendere beni assai meno istituzionalizzati di quelli classicamente e tradizionalmente relativi alla tutela dell’integrità fisica e della proprietà è ormai risalentemente noto alla letteratura sociologica (Battistelli 2013). Siffatto ampliamento ha impattato – inevitabilmente – anche sulla concezione giuridica di sicurezza.

Abstract

The article analyses the urban security from the point of view of the multi-level territorial system based on the integration and the cooperation among the different government tiers.

The analysis is divided in two parts: the first dealing with the separation of the legislative powers between State and regions; the second one regarding the relations between State and local government bodies in the implementation of the administrative functions. In both cases, it is clear the extension of the legal conception of security.

Security does not mean only prevention and repression of crime, as in the past. Nowadays, indeed, it means also social promotion of legality and coping with urban decay. Therefore, security take on a new territorial dimension: it involves not only the classical police functions, traditionally reserved to the State, but also policies belonging to regions and the municipalities. The results are an overlap among national, regional and local interests regarding the same subject and a further overlap in the constitutional powers of the government tiers are remarkable. The following need of a preventive coordination, in order to avoid conflicts and disputes, is evident.

Both the expansion of the legal meaning of security and the flexibilisation of the constitutional competences are two aspects of the broader phenomenon of the liquid society, which might determine serious risks for the rigidity of the Constitution and the equal guarantee of the fundamental rights.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.