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Sicurezza e libertà: margini e orizzonti di (buon) senso, con uno sguardo comparato

Sicurezza e libertà: margini e orizzonti di (buon) senso, con uno sguardo comparato

di Gabriele Maestri

Il rapporto tra sicurezza e libertà si pone di certo come decisamente delicato – non a caso si è parlato, in modo autorevole, di «difficile convivenza» – quale che sia il punto di vista adottato.

Abstract

Security and freedom are often in conflict (this can be observed also comparing the first contractual theories of natural law, proposed by Hobbes and Locke): this happens more frequently in a multicultural society. This paper focuses on some aspects related to this conflict. First of all, positive and negative consequences of establishing or not establishing (written) rules about declaring states of emergency are analyzed. Then the role of the concepts of “margin” (as a border or as a margin of appreciation) and “common sense” is investigated, taking into consideration some different national experiences (state of emergency not provided by Italian Constitution, rules about declaring states of emergency and banning political parties associated with terrorism in Spain). Particular attention is paid to conflicts between security and freedom about the use of cultural and religious symbols, like Muslim veils and the burqini, the swimming costume worn by some Muslim women and substantially banned (July-August 2016) by some French mayors, but then the Conseil d’Etat suspended the ban. The last part of the paper tries to suggest a way to overcome fear of foreigners – even in these bloody periods because of many terrorist attacks – through a correct intercultural and dialogic approach, in order to avoid serious misunderstandings.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.