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Tra diritti fondamentali e smart sanctions: l’interessante caso degli individui e delle società wrongfully listed

Tra diritti fondamentali e smart sanctions: l’interessante caso degli individui e delle società wrongfully listed

di Claudia Candelmo

L’utilizzo delle sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza trova il suo fondamento giuridico negli ampi poteri attribuiti a quest’ultimo nell'ambito del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, in particolare tra le misure non implicanti l’uso della forza.

Abstract

As per article 41 of the United Nations Charter, the Security Council may adopt sanctions to prevent States or individuals and entities from threatening international peace and security. States and regional organizations, such as the European Union, may as well adopt unilateral sanctions. The frequent use of targeted sanctions, especially in the fight against terrorism, has caused progressive concerns of potential human rights abuses, especially violations of the principle of due process. One of the least analysed topics, in this context, is the problem of wrongfully listed individuals and entities, and their right to a fair compensation for the damage suffered. This issue has become the object of an evolutionary jurisprudence of European courts. Furthermore, the Security Council has recently adopted resolution no. 2253, which specifically analyses, for the first time, the issue of wrongfully listed individuals and entities.

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.