Home / Saggi

Saggi

I prerogative powers al vaglio della Corte suprema nel caso Elgizouli: le prospettive evolutive del common law e le nuove frontiere del judicial review

di Pamela Martino

La sentenza relativa al caso Elgizouli v Secretary of State for the Home Department [2020] UKSC 10 è la prima occasione in cui la Corte suprema si è pronunciata in ordine all’applicazione della terza parte del Data Protection Act 2018 dedicata al law enforcement processing. L’occasione è ghiotta per riprendere le fila dei limiti previsti dal common law all’esercizio dei poteri di prerogativa passando per la garanzia del diritto alla vita.

Abstract

Climate and Environmental Justice: A Comparative Perspective to ‘Think Different’ about Long-Lasting Issues

di Pasquale Viola

Environmental and climate issues are persistent topics within the global community, involving a wide range of knowledge’s branches and methodologies. From the realm of hard-sciences, these topics slowly entered into debates and studies in humanities (Gosh 2016), leading legal disciplines as well to adjust long-lasting doctrinal schemes according to novel theories and demands.

Abstract

I diritti sociali alla prova della crisi, fra Costituzione e governance economica europea. Verso la fine della storia?

di Luca Dell'Atti

La crisi conseguente alla rapida ed allarmante diffusione del c.d. “nuovo Coronavirus” in molti Paesi europei (l’Italia in testa) ha riattivato talune problematiche tutt’altro che ignote all’assetto dei rapporti fra UE e Stati membri, con particolare riferimento a quegli Stati che hanno manifestato nel tempo qualche difficoltà a mantenere un certo rigorismo contabile, anche in ragione del rilievo costituzionale ivi occupato dai diritti sociali tipici del welfare state.

Abstract

The right to citizenship in Europe. Brexit as a stress test

di Maria Dicosola

The value of citizenship for individuals is often at odds with the value of citizenship for states. This is true in particular with reference to the right to citizenship. As it is well known, the right to citizenship, as the «right to have rights» (Arendt 1948) was introduced in international law – within the context of the international human rights law (Gargiulo and Montanari 2012) – as a safeguard for individuals against the wide autonomy of states in this matter, which led, among the atrocities committed by the authoritarian regimes in the XX century, even to the denationalisation of entire peoples (Panella 2012).

Abstract

Sicurezza e stranieri: nuovi e vecchi limiti all'integrazione in tempi di crisi

di Claudio Di Maio

I periodi di crisi, specie se prolungati o susseguiti nel tempo, comportano numerose e difficili scelte per tutti gli individui, non sempre dettate da una consapevole cognizione delle cause e dei risultati attesi. Uno di questi comportamenti è, senza dubbio, la migrazione, in tutte le sue più varie rappresentazioni. La scelta di muoversi da un territorio, generalmente, si orienta verso Paesi o comunità sociali percepite come sicure o, più in concreto, capaci di dare slancio o riparo alle più svariate esigenze di sviluppo personale.

Abstract

Tra le (tante) ombre nel regime internazionale di disarmo, qualche barlume di luce. La Convenzione di Ottawa sulle mine anti-persona conferma la sua vitalità

di Diego Brasioli 

È ormai sotto gli occhi di tutti come il regime internazionale di disarmo, non proliferazione e controllo degli armamenti stia attraversando una fase estremamente delicata, sia in relazione alle armi di distruzione di massa (nucleari, chimiche e batteriologiche) che per quanto riguarda quelle convenzionali. In campo nucleare, il dialogo sulla stabilità strategica fra russi e americani si trova ad uno dei minimi storici.

Crimmigration practices. La detenzione dei migranti in Italia dopo l’entrata in vigore del “decreto sicurezza” alla luce del Diritto internazionale e dell’Unione europea

di Giulia Colavecchio 

La legislazione italiana in materia di immigrazione, asilo e gestione delle frontiere è stata profondamente novellata dal decreto-legge n. 113 del 2018, convertito con modifiche con la legge n. 132 del 2018, recante «Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata».

Abstract

Paura dei partiti antisistema e scelte sulla “protezione” della democrazia, tra Italia e Germania

di Gabriele Maestri

Da anni il dibattito pubblico italiano assiste a periodiche discussioni e polemiche sul divieto, sancito dalla XII disposizione finale della Costituzione, di «riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista», sulle disposizioni di legge che ne costituiscono attuazione – la l. 20 giugno 1952, n. 645 (c.d. “legge Scelba”) e la l. 25 giugno 1993 n. 205 (c.d. “legge Mancino”) – e, de iure condendo, sui tentativi di inasprirle in risposta al crescere di episodi d’intolleranza, razzismo, violenza (con varietà di forme e mezzi), nonché l’esibizione di gesti e segni riconducibili al fascismo, da parte di singoli e aderenti a soggetti collettivi più o meno organizzati.

Abstract

La protezione dei richiedenti asilo e l’applicazione del diritto a un rimedio effettivo e del diritto all’audizione

di Rosita Forastiero

Il diritto ad un rimedio effettivo è riconosciuto nel diritto internazionale, europeo e nazionale come diritto fondamentale che, in quanto tale, deve essere garantito a tutti gli individui. In quanto diritto fondamentale dell’essere umano, tutelato a più livelli, anche gli stranieri sono titolari del diritto ad un rimedio effettivo e ad essi si applica tanto la normativa generale che le norme internazionali ed europee a tutela dei rifugiati.

Abstract

Diritti fondamentali, doveri inderogabili e identità costituzionale. L’efficacia normativa del dovere di solidarietà nella società multiculturale

di Franco Sicuro

Secondo una ricorrente affermazione, le Costituzioni sono elaborate per durare in eterno. In ragione di questa loro congenita tensione alla perpetuità, esse si compongono di una serie di principi aventi carattere diacronico in grado di orientare – nel senso da essi prescritto – lo sviluppo sociale ed istituzionale della sottostante realtà materiale anche nella perdurante vigenza della propria formulazione letterale. La Costituzione italiana non sfugge a questa logica.

Abstract

Editoriali

Diritto alla privacy e lotta al terrorismo nello spazio costituzionale europeo

di Salvatore Bonfiglio

La rivoluzione digitale sta segnando fortissimi cambiamenti, che sono in un certo senso paragonabili per importanza a quelli che si registrarono dopo la rivoluzione industriale tra il XVIII e il XIX secolo. Non è un caso che, com’è noto, proprio alla fine dell’Ottocento fu teorizzato il right of privacy definito, in un noto articolo di Warren e di Brandeis [1], come right to be let alone. Nella società industriale l’anonimato urbano fece sorgere nelle persone e, soprattutto, nella borghesia cittadina, il desiderio di difendere l’intimità privata contro l’ingerenza dei giornali. 

di Lina Panella

Il 28 giugno 2012 il Comitato dei diritti dell’uomo della Società italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha organizzato un convegno in memoria della prof.ssa Maria Rita Saulle, ad un anno dalla scomparsa, dal titolo “I diritti umani nella giustizia costituzionale ed internazionale”. Alla presenza del marito prof. Francesco Durante e di numerosissimi colleghi sia del mondo accademico che della Corte Costituzionale, la poliedrica figura della prof.ssa Saulle è stata  ricordata a quanti hanno avuto il privilegio di  conoscerLa e lavorare al Suo fianco con alcune relazioni  scientifiche su particolari problematiche  che  erano state Suo oggetto di indagine privilegiato.

di  Marco Ruotolo

In un illuminante saggio del 2001, Alessandro Baratta affermava che l’enucleazione di un “diritto fondamentale alla sicurezza” non può essere altro che il “risultato di una costruzione costituzionale falsa o perversa” . Se tale preteso diritto si traduce nella “legittima domanda di sicurezza di tutti i diritti da parte di tutti i soggetti”, la costruzione è “superflua” e comunque la terminologia è fuorviante. Siamo, infatti, nel campo della “sicurezza dei diritti” o del “diritto ai diritti”, identificabile anche come “diritto umano ai diritti civili”, non già in quello proprio del “diritto alla sicurezza”. Se, invece, parlando di diritto alla sicurezza si intende selezionare “alcuni diritti di gruppi privilegiati e una priorità di azione per l’apparato amministrativo e giudiziale a loro vantaggio”, la costruzione è “ideologica”, funzionale ad una limitazione della sicurezza dei diritti attraverso l’artificio del “diritto alla sicurezza”.

di Stefano Ceccanti

Se leggiamo una delle Costituzioni degli Stati democratico-sociali, come la nostra, dobbiamo cercare anzitutto di coglierne l'ispirazione di fondo attraverso gli enunciati di articoli e commi, ma senza trattarla come se fosse un testo inerte, sapendo vedere al di là di essi, ricercando le loro matrici.

Sulla materia oggetto di questo breve contributo penso di aver trovato la chiave di lettura complessiva migliore, che le illustra adeguatamente, in alcuni testi di Paul Ricoeur, raccolti ora da Luca Alici: Il diritto di punire per Morcelliana.