Le sentenze C-156/21 e C-157/21: l’identità europea e la condizionalità secondo la Corte di giustizia

di Simone Gianello

Le due sentenze “quasi gemelle” pronunciate dalla Corte di giustizia nella giornata del 16 febbraio 2022 fanno parte di quella categoria di decisioni destinate con un buon grado di probabilità a lasciare il segno, almeno sul fronte eurounitario, ponendo un ulteriore tassello in quel complesso mosaico che è il processo di integrazione. Lungo questo orizzonte, infatti, si può trarre la loro importanza da un duplice, per quanto correlato, ordine di ragioni: in primo luogo, il thema decidendum su cui i giudici europei hanno dovuto cimentarsi e, in seconda battuta, alcuni assunti contenuti all’interno delle motivazioni i cui effetti non sembrano affatto destinati ad esaurirsi all’interno della singola fattispecie, guardano invece al futuro dei rapporti fra ordinamento europeo e ordinamenti nazionali.


Abstract

The aim of this article is to analyze the European conditionality provided by Regulation 2020/2092 through the lens of the judgments C-156/21 and C-157/21 of the Court of Justice of the European Union issued on February 16, 2022. The first part is focused on the concept of European constitutional identity trying to understand how its use can encourage or worsen the dialogue between the Court of Justice and the Constitutional courts of the Member states. The second part is dedicated to identifying the real purpose of the 2020/2092 Regulation. Finally, in the last part, starting from the most recent events regarding the approval of the recovery and resilience plan for Poland, we will try to put forward a hypothesis on the use of conditionality as a general tool of governance for the protection of the rule of law.

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