Le sentenze della Corte di giustizia sul Regolamento UE sulla condizionalità relativa alla rule of law: gli elementi di novità e le (numerose) questioni aperte

di Cristina Fasone

Le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia il 16 febbraio 2022 sui ricorsi di annullamento proposti da Polonia e Ungheria l’11 marzo 2021, contro il Regolamento UE no. 2020/2092, sono destinate ad alimentare il dibattito europeo per molto tempo. Si tratta di decisioni che, pur non esattamente speculari quanto ai motivi dei ricorsi e ai profili trattati, definiscono alcuni punti fermi nei rapporti tra rule of law, quale fondamento dell’identità europea, ruolo del bilancio nello spazio pubblico europeo, condizionalità e principi di solidarietà e di fiducia reciproca. Eppure, allo stesso tempo, per l’immediato seguito avuto, sembrano porre una serie di dubbi sull’effettività del meccanismo di condizionalità che dovrebbe operare in collegamento con le violazioni della rule of law che arrecano o rischiano di arrecare un danno alla sana gestione finanziaria dell’Unione.


Abstract

The contribution provides a reconstruction of the contents of the EU Regulation n. 2020/2092 as well as the main elements of continuity and discontinuity present in the judgements delivered on 16 February 2022 in the framework of the annulment actions brought by Hungary and Poland. The paper focuses, in particular, on the scope and limits of the statements made by the European Court of Justice, on the one hand, regarding the relationship between mutual trust and the rule of law, and on the other hand, on the relationship between solidarity and conditionality. Lastly, it briefly deals with the questionable follow-up ensured so far to the judgements and which questions the effectiveness of the Regulation and of the reconstruction offered by the Court itself.

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